San Martino…in una pioggia di stelle
L’11 Novembre si celebra la festa di San Martino, vescovo di Tours nel IV secolo, uno dei santi più celebri fin dal Medioevo, perchè a lui sono connessi tanti detti, proverbi, riti, usanze e tradizioni gastronomiche in molti luoghi d’Europa: da qui lo spunto per l’organizzazione di una giornata festosa nella sede di Grottasanta, con tanto di colazione e attività a tema.
La ricorrenza, festeggiata sia a tavola che sul palcoscenico, in occasione dell’inizio del corso di teatro, ha visto l’incontro di diverse tradizioni e l’unione della famosa storia di San Martino con la storia “Pioggia di stelle” dei fratelli Grimm.
Durante la colazione, la tradizione italiana si è mescolata con quella spagnola delle Asturie e ha dato vita ad uno spettacolo di colori, profumi e sapori che hanno rapito ed estasiato i nostri piccoli: accanto ad uva, mandarini, cartocci di frutta, zeppole, biscotti, crespelle di riso e caldarroste erano presenti delle forme di pane decorate con frutta e nastri,legate al rito chiamato “Puya ‘l ramu”.
“Puya ‘l ramu” è un rito particolarmente suggestivo legato alla festività di San Martino, santo molto amato e venerato nelle Asturie. “Puya ‘l ramu” significa letteralmente “Punta del ramo” ed indica una struttura di legno di forma triangolare, ossia “il ramo”, sulla quale vengono collocate delle ciambelle di pane, intagliate ai bordi, che ricordano la sfera solare. A loro volta, questi pani vengono addobbati con nastri colorati e frutta di stagione, come mele e cotogne. Il “Puya ‘l ramu” viene collocato sull’altare durante la messa in onore di San Martino. Dopo la funzione religiosa, il pane benedetto viene portato in processione accanto alla statua del santo e poi distribuito ai fedeli sul sagrato della chiesa. Il pane di S. Martino viene confezionato per grazia ricevuta, come ex voto dai fedeli particolarmente devoti: un buon esempio in cui fede e farina si vengono ad intrecciare saldamente. Ancora del pane, dunque, per commemorare il santo di Tours, alla fine del periodo della semina, all’inizio della stagione invernale, quando il seme della spiga giace al caldo sotto terra.
Questa giornata ha dato il via al nuovo ciclo di incontri del corso di teatro “Teatriamo Giocando” a cura di Luca Di Natale e Valeria Calabrò, che (in linea con la festività di San Martino) partendo dal racconto di Jacob e Wilhelm Grimm “Pioggia di stelle” sulla generosità, ha visto i giovani attori dare un nuovo epilogo alla storia, seguendo la propria fantasia in una rappresentazione istantanea.
Tutti i bimbi dell’Albero Azzurro, a fine giornata; hanno potuto assistere poi ad una rappresentazione messa in scena dalle educatrici della scuola, che ha visto San Martino affiancare e guidare la protagonista della fiaba dei fratelli Grimm “Pioggia di stelle”: un’ unione riuscita tra le due storie, che ha come tema principale la generosità.
La protagonista della fiaba è una bambina, che non aveva più nè babbo nè mamma, ed era tanto povera, non aveva neanche una stanza dove abitare nè un lettino dove dormire; insomma, non aveva che gli abiti indosso e in mano un pezzetto di pane, che un’anima pietosa le aveva donato. Ma era buona e brava e siccome era abbandonata da tutti, vagabondò qua e là per i campi fidando nel buon Dio.
Un giorno incontrò un povero, che disse: “Ah, dammi qualcosa da mangiare! Ho tanta fame!” Ella gli porse tutto il suo pezzetto di pane e disse: “Ti faccia bene!” e continuò la sua strada. Poi venne una bambina, che si lamentava e le disse: “Ho tanto freddo alla testa! Regalami qualcosa per coprirla.” Ella si tolse il berretto e glielo diede. Dopo un po’ ne venne un’altra bambina, che non aveva indosso neanche un giubbetto e gelava; ella le diede il suo. E un po’ più in là un’altra le chiese una gonnellina, ella le diede la sua. Alla fine giunse in un bosco e si era già fatto buio, arrivò un’altra bimba e le chiese una camicina; la buona fanciulla pensò: “E’ notte fonda nessuno ti vede puoi ben dare la tua camicia.” Se la tolse e diede anche la camicia.
E mentre se ne stava là, senza più niente indosso, d’un tratto caddero le stelle dal cielo, ed erano tanti scudi lucenti e benchè avesse dato via la sua camicina ecco che ella ne aveva una nuova, che era di finissimo lino. Vi mise dentro gli scudi e fu ricca per tutta la vita.
I protagonisti della storia sono accomunati da un nobile sentimento, quello della generosità, e benchè non possedessero nulla o quasi, entrambi erano ricchi, perchè possedevano un animo puro e generoso.
Con l’augurio che la generosità sia pilastro fondamentale della vita dei nostri piccoli, Buon San Martino!
Sandra Audino