Letteratura e pensiero
LETTERATURA E PENSIERO
“Due ali” è una magica favola scritta da Cristina Bellemo e Mariachiara Di Giorgio. Racconta la storia di Guglielmo, un anziano signore dalla faccia simpatica, occhialoni tondi, un po’ di pancia e tanti sogni. Ha un gatto che fa le fusa, una bella casa, fiori da annaffiare e panorami da godere. Ogni mattina si alza presto per mangiare una fetta di pane e una fetta di alba. Assorbe i colori, l’aria intorno a lui, la bellezza. Guglielmo è sereno. Vive di cose piccole. Sa che la vita è nei dettagli. La sua esistenza procede tranquilla e placida. Ma un giorno, improvvisamente, la sua routine viene interrotta da un fatto straordinario. Sotto il pesco, appoggiate al tronco, trova un paio di ali. Che meraviglia! Chi le avrà perse? Guglielmo comincia a cercare il proprietario. Va avanti e indietro per la città. Cammina, cammina, cammina. Ma del proprietario di quelle belle alette nemmeno l’ombra. Poi, inaspettatamente arriva una rivelazione. E le ali non sono più un segreto. Una storia delicata, gioiosamente strampalata. Una storia disegnata con colori tenui e un tratto metropolitano. Ogni pagina nasconde meraviglie: ci sono fiori di pesco, donne africane, uffici postali costruiti negli anni trenta, scatole del tesoro, vecchie fotografie e piume. E poi c’è tanto cielo. Un blu frastagliato che ti fa venire voglia di volare! Una storia filosofica, leggera come una piuma, che fa sorridere e commuovere: stamane in classe abbiamo aperto i nostri cuori e abbiamo lasciato entrare la poesia in essa contenuta, la dolcezza e la delicatezza con cui ci è stata raccontata. Questa storia insegna ad aver cura delle cose; insegna che affezionarsi a qualcosa non significa sempre esserne i proprietari; fa riflettere sulla semplicità e la generosità. Il racconto ha fatto da spunto a varie attività in classe, tra cui un allenamento di fcb: partendo dalla parola “ALI” sono emerse molte parole affini. È stata motivo di riflessione sul senso della storia:”Maestra, il signor Guglielmo è felice perché è un angelo, deve per forza essere un angelo perché alla fine vola”.
A cura di Valeria Calabrò