“Giornata mondiale del Kamishibai” 7 Dicembre 2020
GIORNATA MONDIALE DEL KAMISHIBAI 2020 – 7 DICEMBRE
Il 7 dicembre è il “Word Kamishibai Day”. La giornata mondiale del kamishibai è un evento che da alcuni anni coinvolge tutte le realtà che adoperano, per passione, professione o strategia educativa questo meraviglioso strumento di comunicazione, didattica, intrattenimento e pedagogia.
Il Kamishibai è una via di mezzo tra teatro e lettura ed educazione all’ascolto e alle sensazioni. È una forma di comunicazione con doppia valenza: l’immagine, racchiusa nella cornice della struttura del teatrino, favorisce la concentrazione di chi partecipa al racconto delle storie e nel frattempo attira in maniera magnetica l’attenzione, specialmente nel momento crucie in cui si sfila una tavola e si intravede quella successiva.
Per celebrare questa giornata, i bambini hanno assistito allo spettacolo de “L’uomo del kamishibai”; scritto da Allen Say, racconta la storia di un anziano cantastorie che decide, dopo molti anni di inattività, di riprendere per un giorno la sua vecchia professione e parte con la sua bicicletta verso la città che un tempo ospitava i suoi spettacoli di strada. La trova profondamente mutata, fatica persino a orientarsi nel traffico cittadino. La memoria lo riporta agli anni della giovinezza e inizia a rievocare, come in una visione, i momenti felici del suo passato di uomo del kamishibai, con i bambini che correvano allegri ad ascoltare le sue storie e a mangiare i suoi dolcetti. Adesso si accorge, con molta tristezza, che la sua arte è sparita, forse anche dimenticata, ed è stata sostituita dalla modernità del televisore. “Oggi, qualsiasi tipo di finale in sospeso mi rammenta i bei ricordi che il kamishibai mi ha dato. E con questo libro, sebbene non abbia alte scogliere, lasciatemi essere il vostro ‘uomo del teatro di carta’ per un giorno. I dolcetti dovrete procurarveli.”
Traendo spunto dal racconto “Il rospo e le ninfee”, in cui si narra della disputa tra il noto pittore Claude Monet e un rospo abitante dello stagno della sua residenza a Giverny, i Ciclamini, invece, si sono improvvisati pittori. Ma niente tele o cavalletto per riprodurre le Ninfee di Monet, solo tempere, fogli e stampi creati con materiali riciclati.