L’importanza della vita pratica
La vita pratica è la base del metodo Montessori. Ma, cosa significa vita pratica? Qual è il suo scopo? “Vita” si riferisce al modo di vivere. “Pratica” significa basilare, utile. La Montessori Primary Guide spiega che il suo scopo é quello di aiutare il bambino ad acquisire il controllo nella coordinazione dei movimenti, l’indipendenza e riesca ad adattarsi alla società. Secondo Lillard e Jessen il bambino prova ad imitare l’adulto, che deve dargli l’opportunità di provare a fare cose da solo, ma per essere in gradi di fare questo, ha prima bisogno di preparazione e allenamento.
Qui, entra in gioco l’importanza della vita pratica nella classe montessoriana, che rappresenta un’estensione della casa del bambino e dove lui, con i suoi tempi, può esercitarsi con il materiale montessoriano. I bambini hanno tutto il tempo per auto formarsi, quindi non bisogna mettergli fretta. I materiali di vita pratica sono strumenti che si trovano in casa e quindi sono familiari al bambino; questi devono essere reali, a misura di bambino e leggeri, facili per il bambino da maneggiare. Le attività sono semplici e basilari, ciò che il bambino cerca di imparare sono compiti di tutti i giorni, come imboccarsi, vestirsi, apparecchiare la tavola e preparare la merenda. È importante tenere a mente che il bambino non è interessato al prodotto finale, ma si concentra e apprezza il processo. Il bambino ripeterà lo stesso lavoro molte volte, fin quando sarà soddisfatto di sé stesso; è questo il modo in cui sviluppa una nuova abilità. Il compito della maestra è quello di mostrare al bambino il modo corretto di utilizzare il materiale in modo che il bambino possa osservare tutti i movimenti per poi ripetere il lavoro da solo. Uno dei nostri compiti è quello di aiutare i bambini a capire il mondo e come funziona. In questo modo il bambino impara anche a rispettare i materiali che utilizzano.
È molto importante non interrompere il bambino che sta lavorando: per il bambino è molto impegnativo riuscire a concentrarsi, quindi se lo interrompiamo potrebbe non riuscire a ritrovare la concentrazione. “Una volta che il bambino che trovato un collegamento con il materiale, l’adulto deve allontanarsi e lasciare che il bambino lavori da solo” (Lillard and Jessen, 2003). Da adesso il bambino ha la libertà di scegliere tra tutti i lavori che gli sono stati presentati. La Vita Pratica ha uno scopo diretto ed uno indiretto: lo scopo diretto è quello che il bambino sta fisicamente imparando dall’attività. Attraverso questi lavori il bambino sviluppa la concentrazione, perfeziona i suoi movimenti, ordine e coordinazione ed un senso di responsabilità; questi sono gli scopi indiretti. Ora il bambino può prendersi cura di sé stesso e interagire in un ambiente sociale. “Le attività di vita pratica sono il principale mezzo per sviluppare le capacità di collaborazione” (Lillard and Jessen, 2003).
A cura di Martina Zimmitti