Festa dell’Albero
La “Festa dell’ Albero” è una delle più antiche cerimonie nate in ambito forestale e rappresenta la celebrazione che meglio dimostra come il culto ed il rispetto dell’albero affermino il progresso civile, sociale, ecologico ed economico di un popolo. Fin dai tempi più antichi all’albero ed ai boschi veniva attribuita una grande importanza, e già nella primissima epoca romana gli alberi erano classificati in olimpici, monumentali, divinizzanti, eroici, ferali, felici, infausti; i boschi erano suddivisi in sacri, divinizzanti e profani. Si può dire che i Romani, con le loro usanze ed i loro culti precorsero l’odierna festa degli alberi; questi erano tutelati e conservati anche per motivi legati alla religione ed era consuetudine consacrare i boschi al culto delle divinità dell’epoca. Con l’esempio di pubbliche piantagioni si volle poi insinuare nel popolo l’importanza della coltivazione degli alberi, imitando peraltro in quest’aspetto le usanze ancora più antiche dei greci e dei popoli orientali presso i quali erano già diffuse la pratica dell’albericoltura e dell’impianto di boschi. Numerosi sono i documenti del passato che testimoniano quanto diffuso fosse l’impianto di nuove piantine in occasione di feste, ricorrenze ed avvenimenti. In epoca moderna la necessità di educare la popolazione al rispetto ed all’amore degli alberi, anche attraverso una celebrazione, si concretizzò per la prima volta in alcuni stati del Nord America intorno alla seconda metà dell’Ottocento quando, in conseguenza di spaventose inondazioni, larga parte del territorio fu colpita da disastrosi disboscamenti. Per questo motivo, nel 1872, il Governatore dello Stato del Nebraska, Sterling Morton, pensò di dedicare un giorno all’anno alla piantagione di alberi per creare una coscienza ecologica nella popolazione e per accrescere, così, anche il patrimonio forestale del proprio paese. Quel giorno fu chiamato Arbor Day e la sua risonanza giunse anche in Europa dove trovò molti estimatori che diffusero l’iniziativa. In Italia la prima “Festa dell’Albero” fu celebrata nel 1898 per iniziativa dallo statista Guido Baccelli, quando ricopriva la carica di Ministro della Pubblica Istruzione. Nella legge forestale del 1923, essa fu istituzionalizzata nell’art. 104 che recita: “E’ istituita la Festa degli alberi. Essa sarà celebrata ogni anno nelle forme che saranno stabilite di accordo fra i Ministri dell’Economia Nazionale e dell’Istruzione Pubblica con lo scopo di infondere nei giovani il rispetto e l’amore per la natura e per la difesa degli alberi”. Nel 1951 una circolare del Ministero dell’Agricoltura e delle Foreste stabiliva che la “Festa degli alberi” si dovesse svolgere il 21 Novembre di ogni anno, con possibilità di differire tale data al 21 marzo nei comuni di alta montagna. La celebrazione si è svolta con regolarità e con rilevanza nazionale fino al 1979; successivamente è stata delegata alle Regioni che hanno provveduto e provvedono localmente ad organizzare gli eventi celebrativi. La “Festa degli Alberi”, oggi, mantiene inalterato il valore delle sue finalità istitutive che sono ancor più attuali di un secolo fa e rappresenta un importante strumento per creare una sana coscienza ecologica nelle generazioni future che si troveranno ad affrontare problemi ed emergenze ambientali sempre nuovi e su scala globale.
La “Festa dell’Albero” è una ricorrenza tanto cara a noi dell’Albero Azzurro, che ogni anno celebriamo in diversi modi, ma sempre a contatto con la natura, percorrendo la linea guida che ci contraddistingue.
Ai piccoli del nido è stata mostrata concretamente la differenza tra alberi da frutto e alberi da ombra: un semplice gioco per associare ogni frutto al suo albero. Nel giorno della loro festa ringraziamo tutti gli alberi, perchè tanti di loro ci regalano frutti buonissimi: alla colazione a base di frutta stamattina è stato aggiunto un fragrante pane all’olio profumato, per cui abbiamo ringraziato anche l’ulivo!
Semi nuovi sono stati aggiunti al “Forziere dei Semi”: oggi abbiamo conosciuto il Bagolaro (Millicucco in Siciliano), ossia l’albero dei melicocchi. I suoi frutti tondi e scuri,dai quali si ricava un olio, racchiudono piccoli preziosissimi semi utilizzati in passato per costruire il rosario .
Poichè l’albero è un bene prezioso, sono stati riciclati carta e cartone al fine di creare alberi di varie forme e misure da collocare all’interno della scuola in onore della sua festa. Attraverso le “three part cards” i piccoli hanno imparato le diverse parti che compongono l’albero, riuscendo poi a comporre un albero di feltro mettendo insieme le diverse parti colorate presenti in forma “scomposta” sui tavoli da lavoro. Gli alberi del nostro giardino, poi, sono stati vestiti dai bambini con tanto di pantaloni e magliette per personificarli, dal momento che gli alberi sono come noi.
Proprio da questa considerazione, che equipara uomini ed alberi, e da un articolo che definisce gli alberi esseri sociali, ha preso spunto una piccola scenetta impersonata dalle educatrici, che ha visto protagonisti dei semi e dei botanici. I semi hanno la capacità di prendere decisioni e quindi possono germogliare e crescere curiosi alla scoperta della natura che li circonda, oppure decidere di starsene pigramente nella frescura della terra. I botanici si accorgono di queste differenze e si confrontano al riguardo: scoprono che i semi sono proprio come noi, che possono decidere di fare una cosa o meno. La vita degli organismi vegetali prevede forme di comunicazione e interazione che presentano sorprese. Le radici segnalano allarmi e creano alleanze tra specie diverse. Gli alberi cantano, le piante si scambiano doni e i semi prendono decisioni: le piante hanno una vita segreta! Ma attenzione, anche se i semi dovessero decidere di non germogliare, non dobbiamo mai smettere di prendercene cura!
La celebrazione della Festa dell’Albero si è conclusa con la realizzazione a terra di un albero gigantesco, nel quale ogni bambino ha posto il disegno di un elemento immaginato tra i rami di un albero: che fantasia, che colori!
Ogni anno è doveroso celebrare gli alberi e il loro indispensabile contributo alla vita: assorbono anidride carbonica e restituiscono ossigeno, proteggono la biodiversità, hanno un ruolo fondamentale nella prevenzione del dissesto idrogeologico.
L’invito è quello di piantare sempre nuovi alberi, con la parola d’ordine “Il futuro non si brucia!”
L’iniziativa sarà come sempre un’occasione per restituire alla comunità spazi belli e accoglienti, per ricordare che senza gli alberi, i polmoni verdi del pianeta, non c’è futuro e, anche se in piccola parte, a compensare la perdita degli spazi verdi divorati dagli incendi.
Sandra Audino