“Pam Pam” corsi di musica secondo la Music Learning Theory di Edwin E. Gordon
Dall’autunno 2017 presso la nostra scuola, nella sede di Grottasanta, sono attivi i corsi di musica rivolti ai bambini dell’Albero Azzurro e ai bambini della città di Siracusa. Tenuti da Raffaella Szamko violinista ed insegnante certificata Audiation Institute, i corsi si svolgono secondo la Music Learning Theory di Edwin E. Gordon.
Edwin E. Gordon (Usa 1927-2015) è stato un musicista, insegnante di musica, docente universitario, esperto di filosofia e di psicologia della musica, ricercatore e studioso dei processi di apprendimento musicale, ideatore della Music Learning Theory, autore fra i più importanti test sull’attitudine musicale e di numerosi saggi. Ha dedicato molto tempo all’educazione musicale dei bambini osservando con grande sensibilità i processi di apprendimento musicale e procedendo a ritroso fino ad arrivare al neonato. La Music Learning Theory (Teoria dell’apprendimento musicale, MLT) è frutto di un insieme di importanti ricerche scientifiche e studi iniziati da Edwin E. Gordon nei primi anni sessanta e analizza e descrive i processi attraverso i quali conosciamo la musica sviluppando quel complesso insieme di competenze mentali e corporee denominato da Gordon “Audiation”. Da “L’arte di educare alla musica” a cura di Audiation Institute: L’audiation è la capacità di sentire, ascoltare e pensare la musica anche quando non è fisicamente presente. Per realizzare questo ho bisogno di sviluppare un insieme di competenze psicocorporee all’interno di una relazione educativa affettiva. Il neologismo di Gordon infatti racchiude in sé due concetti, audire (dal latino, ascoltare) e action (dall’inglese, azione): un ascolto attivo quindi, che passa anche per il corpo, fatto di comprensione e partecipazione a tutte le possibili declinazioni del far musica: dall’ascolto e assorbimento di un brano al canto, dalla capacità di sentire la pulsazione ritmica a quella di creare una seconda voce, dal sentire il centro tonale di un brano all’improvvisazione di 12 battute di blues. L’audiation sta alla musica come il pensiero sta al linguaggio: una possibilità di stare nella musica con competenza a tutti i livelli, favorendo non solo la possibilità di comprendere i suoni, ma anche quella di arricchirci delle relazioni interpersonali e della bellezza che la musica porta con sé.
La ricerca di Gordon ha prodotto una notevole letteratura, la sua osservazione dei bambini è sempre stata attenta a cogliere in che modo possiamo favorire processi di apprendimento musicale rimanendo rispettosi delle individualità di ciascuno. Gordon ha presto individuato nella primissima infanzia un potenziale di apprendimento straordinario e, rifacendosi alle teorie psicopedagogiche di quegli anni, si è concentrato su come il neonato entra in contatto col mondo esterno e come procede nelle sue prime esperienze. Ascolto, relazione, movimento, silenzio e voce hanno subito catturato la sua attenzione e gli hanno permesso di sviluppare il suo obiettivo principale: rendere la musica accessibile a tutti i bambini attraverso una relazione profonda con essa, sviluppando allo stesso tempo con gioia e piacere competenze musicali che resteranno per tutta la vita.
Il bambino impara a parlare perché ascolta la sua lingua materna fin dalla nascita: la assorbe e inizia a conoscerla ancor prima di sperimentare le sue prime parole. Gli adulti si relazionano con lui con espressività, varietà e ripetizione di vocaboli: nessuno insegna a un bambino a parlare, ma parla e vive con lui esperienze attraverso un linguaggio che il bambino ascolta, imita e assimila in modo informale. È molto più tardi che attraverso un’istruzione formale il bambino apprenderà la lettura e la scrittura come rappresentazioni simboliche di ciò che per lui ha già un significato. Gordon dimostra che l’apprendimento della musica procede in modo analogo e suggerisce la scelta di pratiche educative che lo favoriscano: l’immersione nel mondo musicale fin dalla nascita, l’uso prevalente della voce cantata nella relazione musicale con il bambino, la scelta di materiale complesso e vario. Tutto questo per sviluppare quel complesso insieme di competenze che porteranno il bambino alla formalizzazione di contenuti musicali già conosciuti informalmente. Lo strumento musicale come la pennadunque: si scrive e si suona dopo aver già imparato a parlare e cantare.
Dalla nascita ai sei anni secondo la MLT il bambino apprende informalmente competenze musicali. E’ importante iniziare precocemente perché le sue capacità di apprendimento sono massimi nei primi anni di vita. Esposto alla musica attraverso il dialogo musicale proposto dal modello di un adulto competente, è il bambino stesso a cogliere le occasioni di apprendimento. Ognuno impara in autonomia, a suo modo e secondo tempi del tutto personali. Il bambino sviluppa l’audiation preparatoria in un percorso non lineare che va dall’acculturazione all’assimilazione. Attraverso canti, pattern, movimento e giochi impara a cantare con un’intonazione adeguata, a imitare correttamente pattern tonali e ritmici, a sentire i modi – per esempio maggiore e minore – a distinguere i metri – ternario, binario e quelli inusuali – e sviluppa un senso di metro e ritmo consistente. Sviluppa cioè delle competenze di base per imparare la musica formalmente quando inizierà il suo percorso scolastico.
La voce e il canto sono gli strumenti fondamentali per mettersi in relazione affettiva con il bambino. La voce è corpo in movimento, è espressione di sè e il canto senza parole lascia lo spazio ai contenuti musicali. Questi strumenti insieme ad altri curati con molta attenzione quali il respiro, il movimento, l’ascolto, il gioco, il gruppo, favoriscono il dialogo musicale tra insegnante e bambino luogo in cui si sviluppa l’audiation. Alla proposta dell’insegnante il bambino reagisce a sua volta con il silenzio, con un sorriso, con un movimento oppure con la voce. L’insegnante accoglie, rispecchia, trasforma le risposte del bambino dimostrandogli che sono tutte benvenute. Sentirsi e vedersi rispecchiato e riconosciuto per le sue azioni favorisce nel bambino la creatività e lo incoraggia a continuare e a partecipare sempre più attivamente. Infatti si sviluppano da questi primi piccoli dialoghi, “parlando” musica insieme, rispondendo uguale o diverso, aggiungendo o levando elementi, creando nuove espressioni e dinamiche, le competenze che permettono di improvvisare e di creare la musica.
A seguire tre foto che raffigurano il “lancio dei pattern”.
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