Il mondo e i suoi cicli: Il Carnevale
Il Carnevale è la grande festa del periodo invernale. Quest’anno, in attesa di questa gioiosa festa, abbiamo conosciuto, a partire dal 1 Febbraio, una maschera al giorno appartenente alla Tradizione Italiana e abbiamo dedicato ad esse un’attività specifica. La prima maschera conosciuta è Arlecchino, forse la maschera più famosa della Commedia dell’Arte. Nasce in un quartiere povero di Bergamo e indossa un bellissimo costume colorato. Proprio al costume colorato hanno dedicato la loro attività i Pesciolini Blu del nido decorando la maschera con pezzetti di carta velina colorata. Segue Gianduja, nata verso la fine del ‘700, ha origini piemontesi. È allegro, di buon umore e terribilmente distratto. Distribuì per le strade della città una leccornia fatta di cacao, burro di cacao, zucchero e crema di nocciola delle Langhe: il gianduiotto. I Tulipani, dopo aver scoperto quali sono gli ingredienti della crema di gianduja grazie alle carte della nomenclatura, hanno realizzato la deliziosa e tanto amata crema rispettando la sequenza e riconoscendo gli ingredienti. I Girasoli hanno dedicato, alla terza maschera, un simpatico gioco di ruolo. Colombina, di origine veneziana, è la servetta furba di Rosaura. E’ l’unico personaggio femminile ad imporsi per la sua personalità, la sua furbizia e i suoi stratagemmi. Pulcinella, invece, come quarto personaggio, è il simbolo per eccellenza della città di Napoli. Conosciuto per la sua ironia, allegria ma anche per il suo amore per il cibo e soprattutto per la… pizza! Una sezione dei Pesciolini Rossi del nido ha infatti, in suo onore, ricreato con la pasta di sale pizza e spaghetti. Aggiungendo slime rosso invece della salsa di pomodoro e come tocco finale mozzarella e basilico. I Ciclamini hanno dedicato la loro attività a Meneghino. Tipica maschera di Milano, il suo nome deriva dal nome dei servi usati la domenica (Domeneghini) che svolgevano le mansioni di maggiordomo e acconciatore. I bimbi si sono trasformati in acconciatori realizzando tante bellissime trecce. Beppe Nappa è una maschera di origine siciliana (precisamente di Sciacca). Alla fine della festa il carro di Beppe Nappa viene bruciato nel centro della piazza cittadina. Intorno al rogo il popolo balla. Una sezione dei Pesciolini Rossi del nido, imitando la tradizione, ha ballato con il cappello di Beppe Nappa: ognuno attorno al proprio compagno. Direttamente dalla Toscana, Stenterello, ci ha portato la ricetta dei più famosi biscotti tradizionali toscani: i cantucci. Partendo dallo sgusciare le mandorle, i Tulipani, hanno proseguito alla realizzazione di questi buonissimi biscotti. Infine Meo Patacca, maschera originaria di Trastevere (quartiere di Roma) è spiritoso e impertinente ma di buon cuore. I Girasoli hanno messo in scena un simpatico spettacolo per sottolineare alcune caratteristiche di questo personaggio
Quest’anno, tra le consuete giornate di “festa” del Carnevale “Mon Amour”, si è aggiunta una giornata a sorpresa dedicata alle tribù del mondo. L’evento, che ha coinvolto ogni sezione chiamata a rappresentare una specifica tribù, ha previsto una colazione speciale con biscotti pan di zenzero decorati interamente nelle nostre cucine e attività a tema.
I Pesciolini Blu del nido hanno rappresentato gli Indiani d’America e, come loro, hanno vissuto l’esperienza all’interno della classica tenda, ovvero la tepee.
Una sezione dei Pesciolini Rossi del nido ha rappresentato la tribù degli Inuit, mentre l’altra la tribù degli Zulù.
Gli Inuit vivono in Alaska del nord, Groenlandia e Canada. La parola Inuit significa umanità, infatti la società è basata sulla solidarietà tra i villaggi: non esiste la proprietà privata, né è presente un capo o una gerarchia, ma valgono per tutti gli stessi diritti. Attraverso delle foto i bambini hanno conosciuto alcune abitudini di questa tribù: dove vivono, cosa indossano e come “portano” il loro bimbo.
La tribù degli Zulù è un gruppo etnico africano, appartenente al popolo dello Zimbabwe. Popolo fiero e ribelle, vive in tradizionali capanne ad alveare, disposte circolarmente, detti Krall. La denominazione di questo popolo è dovuta alla nascita del re Shaka, che iniziò la sua politica militare a capo degli Zulù: proprio per questo ogni anno si festeggia il Shaka Day. I piccoli, attraverso foto e nomenclature hanno conosciuto gli alimenti tipici della dieta della tribù e hanno rappresentato un rituale tradizionale degli Zulù, ovvero la danza intorno al fuoco al suono vibrante dei tamburi!
I Ciclamini della scuola dell’infanzia, invece, sono stati Indios dell’Amazzonia per un giorno: hanno conosciuto tanti frutti tipici del luogo ed hanno potuto gustare papaya e avocado! I popoli indigeni del Brasile comprendono un grande numero di gruppi etnici distinti, che hanno abitato l’odierno Brasile ancor prima dell’arrivo degli europei, intorno al 1500.
Come Cristoforo Colombo, che pensava di aver raggiunto le Indie orientali, i primi esploratori portoghesi chiamarono queste genti con il nome di Indios (indiani), un nome che è usato ancora oggi.
La maggior parte delle tribù vive interamente delle foreste, delle savane, dei fiumi, e pratica un misto di caccia, raccolta e pesca. Gli Indios coltivano piante per nutrirsi e curarsi, ma anche per costruire case e oggetti di uso quotidiano.
I popoli indigeni hanno una conoscenza impareggiabile delle loro piante e animali, e rivestono un ruolo di vitale importanza nella conservazione della biodiversità.
I Tulipani hanno impersonato i Maori, un popolo polinesiano, diffuso in Nuova Zelanda, e conosciuto in tutto il Mondo per due famose tradizioni artistiche: i tatuaggi e la danza Haka. Il moko, che è il tradizionale tatuaggio con cui dipingono i loro volti e il corpo, oltre ad incutere paura, ha lo scopo di raccontare una storia: ogni segno infatti, ha un significato specifico.
La Haka invece, antico canto mimato, è diventato famoso nel mondo soprattutto grazie allo sport. All’inizio di ogni partita di rugby infatti, la squadra neozelandese (gli All Blacks), eseguono questo antico canto.
I Papaveri hanno interpretato i Masai. I Masai, chiamati anche “figli della Savana“, vivono nel cuore dell’Africa tra la Tanzania ed il Kenia: il loro Dio protettore si rivela attraverso i colori.
Tribù affascinante, trasmette un grande messaggio: si può vivere felici davvero con poco! Canto e ballo raccontano l’unicità della propria gente!
Infine i Girasoli, che hanno interpretato i Suri: una tribù che vive al confine tra l’Etiopia e il Sud Sudan, che decora il viso con punti neri su fondo bianco e che usa una serie di ornamenti naturali e ricchi di dettagli.
Un clima festoso, trucchi a tema e una colazione deliziosa a base di frutta e biscotti hanno contribuito a rendere questa giornata a sorpresa ancora più speciale!
Il martedì grasso, come di consueto, è stato dedicato alla “festa a tema”: il tema di quest’anno è stato l’amore in tutte le sue forme, dall’amicizia, all’amore vero, fulcro del “Carnevale Mon Amour”, caduto quest’anno proprio il giorno di San Valentino.
Le varie sezioni hanno allestito la porta d’ingresso alla classe e l’ambiente, per ricreare la scenografia del cartone animato prescelto: le educatrici hanno indossato gli abiti dei personaggi protagonisti, mentre i bambini hanno indossato un accessorio rappresentativo realizzato dalle educatrici stesse.
Così i Pesciolini Blu si sono trasformati in animali dell’oceano, presenti in “Alla ricerca di Nemo”, i Pesciolini Rossi sono diventati “Gli Aristogatti”, i Ciclamini sono entrati nel fantastico mondo di “Oceania”, i Papaveri sono stati protagonisti di “Peter Pan”, mentre i Girasoli sono entrati nel magico castello de “La Bella e la Bestia”; i Tulipani infine sono entrati nella cucina di “Ratatouille” per creare la famosa ricetta da cui prende il nome l’omonimo cartone animato. Ma cos’è la ratatouille? È un piatto tipico francese a base di verdure tagliate a rondelle e disposte in cerchio alternando i vari colori: cucina, fantasia e divertimento!
Un’atmosfera intrisa di magia che ci ha catapultato per un giorno nel regno della fantasia, per la gioia di grandi e piccini.